vi state caricando per Pasqua?
io cerco di concentrarmi sugli impegni che vengono prima… cioe`tre esami!!!!! come dice il Pazzo….Danni Gasse! E non solo. Vi rendo partecipi del primo esame… bioetica! una mazzata bestiale, dopo 5 anni in cui le uniche cose che scrivo sono sms e cazzate sul NiusGrup, il prof se ne esce che dobbiamo fare un tema di minimo 7000 caratteri!! PANICO.. in ogni modo, eccovi che cosa ho prodotto…..
Biotecnologie Vegetali e Cattolicesimo, una convivenza possibile?
Le innovazioni in campo scientifico, specialmente negli ambiti biologici, se da un lato vengono accettate con entusiasmo, dall’altro danno origine a dubbi e a perplessità .
A questo proposito la creazione di organismi geneticamente modificati si inserisce a pieno titolo tra quelle novità capaci di turbare gli animi se viene vista come una novità negativa, capace di destare forti sentimenti misoneistici.
Se poi si considera la Religione come una componente “di costume†o più semplicemente una componente che contribuisce alla formazione dell’etica di senso comune, ecco che nascono altre divergenze; essendo cattolico mi limiterò a prendere in esame solo questa religione e le obiezioni che da essa si fanno derivare nei confronti dei vegetali geneticamente modificati.
Sostanzialmente le accuse mosse alla ricerca e creazione di OGM sono riassumibili in due categorie: il “voler fare la parte di Dio†e il “non rispettare la Natura, in quanto creata da Dio stesso.â€
Alla base di queste “scomuniche†e dei conseguenti anatemi lanciati contro i nuovi peccatori, gli scienziati c’é la convinzione della bontá e purezza degli alimenti “naturali†in quanto derivanti dal progetto divino, che l’uomo con l’avanzare delle tecnologie del DNA ricombinante cerca di modificare.
Interessante e illuminante in questo senso é stato leggere il capitolo del libro di Bartolommei, in cui sono date spiegazioni per cui queste teorie non dovrebbero avere validitá sufficiente ad ostacolare il progresso. A livello personale la tematica é stata foriera di scontri a riprova del fatto che i pregiudizi, intesi con il significato etico di pre-comprensione, sono molto forti e resistono anche dopo aver studiato i fatti. Questo peró non significa che devono essere utilizzati per esprimere giudizi universali, poiché dipendono da criteri razionali con base troppo ristretta e individualistica.
“Con le biotecnologie, gli uomini giocano a fare i Creatoriâ€
Seguendo in maniera incondizionata la formula per cui “non tutto ció che é tecnicamente possibile é per ció stesso moralmente lecito†si sono avanzate proteste per limitare la coltivazione, la commercializzazione e, se possibile, anche lo studio di vegetali geneticamente modificati.
Ma le obiezioni presentano diverse difficoltá, diversi punti su cui si puó discutere. Il “giocare alla divinità â€, formula forte e spaventosa per l’accostamento, viene utilizzato come colpa, ma non é dato sapere se lo studio delle biotecnologie é classificabile come affronto, essendo la volontà di Dio per definizione imperscrutabile; é da dimostrare che gli uomini non possono disporre della natura. Anzi, proprio nelle Scritture l’uomo viene definito come creato da Dio: “facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianzaâ€, destinato a “dominare la Terra, i pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e tutti i rettili che strisciano sulla terra†(Genesi 1, 26), a esercitare sul creato la sua signoria per ricavarne benefici per se e la sua discendenza.
Giá nel 360 dC il vescovo Gregorio Nazianzeno nei suoi “discorsi†scriveva: “(…) riconosci, inoltre che sei divenuto figlio di Dio, coerede di Cristo e, per usare un’immagine ardita, sei lo stesso Dio!â€; e di seguito sosteneva che Dio aveva posto l’uomo “signore e re di tutto ciò che é sulla terra†in cambio dell’amore verso si se e verso il prossimo.
Le parole bibliche potrebbero essere di nuovo interpretate liberamente ed osservare che la signoria sul creato deve limitarsi a conservare le cose, senza aggiungere modifiche o nuovi organismi. In pratica la natura viene vista come non modificabile né modificata ma in questo modo si nega la tesi evoluzionistica; mentre se la accettiamo di conseguenza dobbiamo accettare i cambiamenti che sono avvenuti ben prima della scoperta delle leggi genetiche. Inoltre l’evoluzione si muove senza richiedere l’aiuto dell’uomo, a titolo di esempio, la scomparsa dei dinosauri non é di certo avvenuta per volere degli umani!
Il ruolo umano nel modificare la natura inizia più tardi, addomesticando piante presenti in natura, rendendole più inclini a soddisfare le proprie necessitá; questo porta a dover ammettere che il fine, oggi come ieri, sia lo stesso. Rimane da dimostrare come le tecniche del DNA ricombinante non possano contribuire alla possibilità di modificare il mondo verso una migliore qualità della vita, e soprattutto perché i primi agricoltori siano stati autorizzati a selezionare, addomesticare ed ibridare specie, mentre oggigiorno scienziati e biotecnologi siano accusati di arrogarsi il potere di “creare o distruggere la vitaâ€.
Agendo per apportare migliorie si attua il principio, contenuto nella Provvidenza, per cui il patrimonio affidato da Dio non vada solo conservato ma anche migliorato; in questo senso perché esclusivamente le tecniche di breeding tradizionale vanno viste come accettabili?
“Le biotecnologie non rispettano la Natura, che é la creatura di Dioâ€
Creando piante geneticamente modificate si scatenano polemiche su una presunta interferenza degli scienziati con la natura, tanto che si definiscono i prodotti OGM come “innaturaliâ€, appunto e come tali lesivi verso la volontà del Creatore. Queste prese di posizione, secondo Bartolommei, derivano da idee quali il riduzionismo delle biotecnologie, la sovranitá dell’agricoltura “tradizionale†e l’esistenza di barriere naturali che impediscono gli incroci tra le specie lontane tra loro.
- L’accusa di riduzionismo scientifico la si ritrova anche nelle parole di Celli, ma a mio parere cade se si analizza meglio la pratica di queste tecniche. A mio parere ci possono essere tutti i difetti immaginabili eccetto il riduzionismo. Se é vero che si inseriscono “solo geniâ€, é altrettanto vero che gli effetti vengono valutati nel complesso, ad esempio il corretto sviluppo della pianta nelle fasi di rigenerazione, nella fioritura e fruttificazione, per cui non é accettabile la tesi per cui queste tecniche mirano a meccanizzare la vita.
- La seconda motivazione contro l’uso delle biotecnologie é forse la più filosofica, per confutarla bisogna partire dalla propria definizione di natura. Secondo me da quando l’uomo ha preso coscienza delle proprie capacitá intellettuali, ed ha iniziato a sfruttare la Natura, essa ha cessato di esistere. In altre parole sono stati creati confini che separano la neonata “civiltá†dalla Natura, appunto. Un aiuto mi arriva citando una battuta di un film Disney per bambini, in cui uno dei personaggi asserisce che “se ci fossero sapiens vivi, non sarebbe Naturaâ€.
Per cui chi auspica ad un ritorno radicale alla natura deve confrontarsi con tutto ció che bisognerebbe abbandonare per tornare coerentemente ad essere dei naturalissimi selvaggi. Non siamo dotati di ali come le farfalle e gli uccelli, eppure ci siamo avvalsi del nostro intelletto per volare. Le nostre gambe ci permettono di raggiungere velocitá dieci, venti volte piu basse rispetto a quelle di un’automobile. Eppure sono componenti che accettiamo come parte della nostra quotidianitá.
Da queste basi arriviamo alla disputa che mi vede affermare la non naturalitá dell’agricoltura. Se le piante scegliessero, il loro seme andrebbe a ricadere nel terreno per formare nuove generazioni piuttosto che diventare alimento per altri organismi. Il miglioramento genetico é esistito da quando l’uomo ha intuito che si potevano apportare migliorie a ció che coltivava (o allevava), oggi si é arrivati ad un livello di conoscenza superiore, con tecniche differenti ma con lo stesso identico fine. Perché dunque non si puó accettare questo passo in avanti?
In questa direzione pare essere l’opinione espressa da S.E. il Card. Renato Raffaele Martino durante il seminario “OGM: minaccia o speranza?â€; egli afferma come l’uomo, dotato di intelligenza che lo rende capace di cogliere il senso delle cose é chiamato ad essere coltivatore e custode del creato, dove coltivare significa intervenire per non lasciare che le piante crescano a caso ma anche potenziare e perfezionare perché vengano frutti migliori e più abbondanti.
-In ultimo la questione più spinosa, l’esistenza di barriere per cui effettivamente specie lontane non potrebbero incrociarsi. Quindi gli scienziati oltre a creare il “cibo di Frankensteinâ€, unirebbero ció che Dio ha separato, inserendo geni di Salmonella in piante di soia. In risposta si puó ricordare che se si accetta la teoria evoluzionistica e l’esistenza di progenitori ancestrali comuni, si deve accettare anche la non-fissitá delle specie e della loro natura transitoria; per cui un OGM puó essere visto come una â€anticipazione sul programmaâ€.
Infine, come seconda tesi di questa apologia bisogna ricordare che se esistono barriere tra specie, esiste anche un trait d’union che abbraccia tutti gli organismi viventi ad oggi conosciuti e cioé il codice genetico; infatti la tripletta di nucleotidi AUG codificherá sempre per l’amminoacido Metionina in qualsiasi organismo.
Conclusioni
La libertá di poter esprimere il proprio giudizio é intoccabile e doverosa, specie su temi etici é di vitale importanza la discussione e la comprensione delle diverse idee di pensiero, per meglio formulare la propria.
Ma proprio la libertá, un concetto che reputo difficile da descrivere, ancora ci riporta alle questioni etiche, per cui De Finance non ritiene giusto far coincidere la liberta con il poter scegliere o poter fare qualunque cosa in modo totalmente indifferente. Se per assurdo fosse cosi, nemmeno Dio sarebbe totalmente libero, poiché essendo “beneâ€, avrebbe gia scelto, quindi non esisterebbe il “maleâ€.
Io penso che la libertá dell’uomo parla della sua grandezza, ma anche della sua vulnerabilitá, in quanto la mancanza di essa si traduce in limitazione, parola che porta con se una pesante connotazione negativa, pertanto istintivamente deve essere eliminata. Ma personalmente ritengo che l’uomo in quanto animale sociale dotato di intelletto, non possa farne a meno. Che siano limiti (o confini della libertá) taciti o pubblici, morali o giuridici, sanciti da un Parlamento o da una commissione di scienziati, non importa. L’umanitá ha un bisogno collettivo che é rappresentato da regole, da strutture orientate al loro soddisfacimento, le istituzioni. Freud diceva che “l’uomo ha barattato parte della sua felicitá per un po’di sicurezzaâ€; se vogliamo la stessa sicurezza che i fedeli si sentono infondere quando scoprono la risposta del loro Dio al diavolo che lo conduce su un monte altissimo, offrendogli tutto in cambio della sottomissione al maligno. (cfr. Matteo 4,8-9 Luca 4,5-7).
Tornando all’oggetto di questo scritto, mi auspico non una regolamentazione della ricerca, quanto del possibile utilizzo dei suoi prodotti, previa un’oggettiva e minuziosa analisi di ciascuno da parte di una istituzione, una commissione emancipante adeguatamente formata; un minimo controllo sufficiente a bilanciare il bisogno di pace sociale e di progresso scientifico consapevole.
“Se siamo riusciti a scoprirlo, perché non dovremmo essere in grado anche di valutarne la liceitá?â€
ti dvo dir la verita’…non l’ho letto !
MA HO VOGLIA DI VEDERVI e ricominciare la stagione degli amici !!!
ti devo dire la verita… non volevo che si vedesse tutto!!!
come faccio a mettere un continua???
Mi fai un rassunto in 70 caratteri?
Sono completamente d’accordo a meta’ sul fatto che le tesi non le leggono neanche i professori.
La stagione degli amici dura 12 mesi
zzzz….trrr
Annebbiato o inebriato da bacco che mi sta dolcemente cullando tra le sue braccia mi pongo qualche quesito, e spero che l’ inutilità del momento venga ingiottita dallo sciaquone di domani mattina.
Bla bla bla e bla. Ho voglia di starmene lontano e nascosto sotto una pietra di una pietraia nascosta alle pendici di un monte qualsiasi. Paerchè tutto questo vociare mi assopisce e scolpisce aghi di larice sulla mia pelle. Dolci pungenti.
Paerchè ogni movimento e gesto che la gente esige mi spinge alla noia ed al vino.
salute!
_nap_
se cazzo non vieni a pasqua….ti vengo a cercareeee….non servira’ scappare neanche in antartide