Eccomi al contrappello. Quello notturno prima del silenzio.
Saluto quindi tutti, quelli che mi conoscono ed quelli no, quelli nella ruota. Dico che pascolavo, infatti, allo sbando, allo scazzo, allo zero. Ma non nello stile. No, nella confusione della Rete. La rete: questa rete. Tentacolare, virtuale. Mi sono imprigionato scappando dal tenore alienato del tictac. Quello che sento quando osservo azzuffarsi, arroccarsi nel bailame dell’acquisto. Macché. Inutile poi. E lo sguardo distante ed assente. Perturbato dall’universo di colori e dalla stanchezza che fa la rabbia dell’uomo.
Io, una pecorella, anzi no una pedivella. Che il padrone spinge, calpesta e scalcia. Di quelle ne é pieno il mondo. Siamo un bel gregge. Di pedivelle. Ma io ho perduto la strada, mi sono smarrita. Io tapina e spaventata.
Inno al richiamo, con il codice, nel codice inserisco il lamento chiaro…. scontento, violento.
Peró qua detto tra noi, tra pedivelle, la calma della piana, la radura vuota nel bosco fitto e stretto che pace, che bello.
“Pastore, pastore: io sono la pedivella smarrita”
nap
Welcome Home…pedivella Smarrita !
Sounds good bros
Le tue rime sono musica per le nostre orecchie
cara pedivella trentina quì nella perfezione dello stile l’erba è buona
le tue emozioni hanno ora un nuovo posto dove alloggiare
Ora la sporca dozzina è finalmente riunita e può pascolare in pace !
ma ci vieni a fare l’agnello pasquale???
Ri- ma ci vieni a fare l’agnello pasquale???
la…pecorina pasquale
pasquale a pecorina
Dovevi venire anche te nell’orgia della casa di Mao!!!!